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| Rivista N.34 Ottobre 2012 |
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| in questo numero |
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Le Olimpiadi di Londra 2012 hanno portato dei risultati eccezionali per il tiro a segno italiano: raccontiamo questa pagina recente della nostra storia in un breve diario che Riccardo Finocckì (consigliere della UITS) ha tenuto per noi. Oltre che con gli atleti, l'Italia si è fatta onore anche con le armi che produce, un discorso che vale sicuramente la pena di approfondire.
Novità nel campo dei fucili a canna liscia: la Benelli esce con l'ennesima versione in calibro 20 dei suoi collaudati automatici (questa volta si tratta del modello Comfort 20), mentre la ditta turca UTAS sfata la nomea che vorrebbe i costruttori di questo Paese un po' troppo dediti a copiare i prodotti degli altri presentandosi con un fucile a pompa bull-pup calibro 12 di impostazione non convenzionale, il modello UTS-15.
Le prove del mese sono sempre una sezione molto ricca di Action Arms. In questo numero abbiamo fra l'altro la pistola CZ 75 SP-01 Shadow calibro 9x21 nella più recente versione Dualtone, un'arma sempre molto apprezzata nel tiro dinamico sportivo. La Nuova Jager assembla, sfruttando parti originali tedesche nuove di fabbrica, una propria versione semiauto della ben nota pistola mitragliatrice MP5 in 9x21: un'opportunità da cogliere al volo, vista la limitata disponibilità, per il collezionista e l'appassionato. Altre prove sono presenti nella sempre ricca sezione Action Hunting: Alessandro Magno Giangio ha provato a caccia la carabina semiauto Ruger Mini-Thirty calibro 7,62x39, mentre Marco Benecchi ha saggiato sul terreno l'Express Fausti “Class”. Quest'ultimo autore ci racconta, poi, la storia del Sauer 90, un bolt action che è diventato oggetto di culto fra molti cacciatori di scuola mitteleuropea.
Per la tecnica, Mirko Mazza ha provato una serie di strozzatori mobili che sono stati sottoposti a diversi trattamenti superficiali con la nanoceramica: i risultati sono molto interessanti, oltre che imprevedibili... Per la balistica, grazie al nostro Giovanni “Johndog” Giancane, abbiamo provato una ricarica appositamente sviluppata di 357 Magnum in carabina: in collaborazione con la Pedersoli, abbiamo scoperto che questo connubio fornisce prestazioni balistiche di prim'ordine.
Per le ex-ordinanze, Adriano Simoni ripercorre la storia – una tipica storia di guerra – delle Browning HP che furono prodotte in Canada dalla ditta John Inglis di Toronto durante il secondo conflitto mondiale: oggi rappresentano una testimonianza di quell'epoca ma anche una opportunità ricca di contenuti per il collezionista più lungimirante. Infine, dietro a molte armi ci sono le storie, spesso sconosciute, di personaggi che hanno contribuito in maniera determinante a svilupparle. È il caso di Antonio Mazzoleni, per anni alla Uberti ma che ha fornito il suo contributo di conoscenze anche alla Colt.
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